Servizio a disvalore aggiunto
Marzo 10, 2007 5:42 pm mala politicaIeri mattina (9 marzo) ho sperimentato la telefonata erotica con la sognorina di trenitalia, deve infatti essere diventata molto famosa se si fa pagare così tanto.
Mentre ormai ero in facoltà mi sono ricordato che era in corso lo sciopero del personale ferroviario della Toscana. Ero in biblioteca e quindi ho cercato di connettermi ad internet per controllare quali treni erano garantiti, ma non c’era connettività. Allora mi sono ricordato dell’invito che due giorni prima usciva dall’altoparlante della stazione: “per maggiori informazioni chiamare il numero 89 2021 di trenitalia”. Ho composto il numero e mentre una voce automatica presumibilmente mi stava comunicando il costo della chiamata, io stavo cercando di trovare il modo di alzare il volume del cellulare che mi era stato prestato. Non ho quindi ascoltato l’intera comunicazione preliminare. Comunque - mi sono detto - per un informazione così semplice (”qual’è il prossimo treno garantito”) non andrò a spendere cifrone… Bhé, ho fatto la mia domanda all’operatrice che mi ha tenuto un sacco di tempo in attesa: con qualche “mi scusi, è li?”, “pronto, mi sente?” cercavo di animare la conversazione tra me e un sottofondo muto in cui la signorina mi faceva piombare (neppure una musichetta antistress). Insomma, tra le varie attese, e i vari “attenda che controllo anche questo treno …”, secondo l’operatrice, io non sarei potuto partire prima delle 9 di sera. E mentre attendevo che mi comunicasse quale treno vi fosse dopo le 21, ho deciso di riattaccare. Ed ecco pronto il messaggino della wind con il costo della chiamata: “il costo della chiamata è: 9.40 euro”! Cosa?! Dopo alcuni minuti di indignazione ho consultato il registro delle chiamate del cell. Ecco: 9.40 euro per meno di 11 minuti!
Ma ci rendiamo conto? Non solo l’utente si trova di fronte ad un disservizio dell’azienda, ma:
- per ricevere un informazione banale e certo prevedibile (in caso di sciopero quale sarà mai la domanda più frequente?), ho dovuto attendere un tempo che è un enormità senza ricevere nessuna informazione utile (ho riattaccato per l’attesa insensata);
- ho speso quasi quanto fare due viaggi andata e ritorno, 160km, circa un’ora e mezza/due di viaggio. Quindi mi chiedo quale sia il valore che l’azienda da al suo servizio principale: quanto quello di una chiamata di 10 minuti al suo servizio informazioni?
- in definitiva - si può concludere - trenitalia ha speculato su un suo disservizio! Paradossale! O meglio, possibilissimo nella attuale condizione di monopolio di cui gode e godrà per moltissimo tempo ancora.
Qualche ora dopo, internet è tornato a funzionare in biblioteca e sul sito si elencavano i treni garantiti, tra i quali ce ne era uno delle 18.01 che è stato quello che mi ha portato a casa. Quindi se avessi continuato la telefonata, non solo avrei pagato di più, ma sarei anche tornato forse verso mezzanotte!
Ma a prescindere dalla competenza dell’operatrice, è il meccanisco di fondo che è sbagliato! E’ giusto che un’azienda privata abusi così spudoratamente della sua posizione di monopolio e per di più su un servizio pubblico? Anzi, forse è un’altra la domanda da porsi: perché la politica glielo permette? In caso di monopolio di un azienda privata, lo stato dovrebbe vincolarla a certi parametri fondamentali qualora non sia possibile - di fatto - avere un libero mercato.
Intanto - quale associato di Altroconsumo - mi aggiungerò a coloro che certo avranno alzato lamentele per questa situazione. Che se non è possibile avere una concorrenza, almeno si impedisca che l’azienda abusi - perfino nel call center - della sua posizione.

